
L'utopia e' all'orizzonte:
quando muovo due passi, arretra di due passi...
Avanzo di dieci passi e lei e' dieci passi piu' in la'.
A cosa serve l'utopia?
Serve a questo, a camminare.
vogliamo riproporre alla vostra attenzione
questo passo tratto da Volonta' "Note di rivolta"
che ripercorre un'intervista realizzata a De Andre'
nel lontano1993. In queste poche righe crediamo
sia racchiuso quello che noi amiamo di piu'
del suo essere e del perche' crediamo sia giusto riproporre
ogni anno un omaggio alla profondita' di questo poeta.
"....................Non sei molto ottimista per il futuro.
Non molto. Mi pare che adesso stiano semplicemente facendo ricerche su persone
che hanno avuto a che fare con gli appalti pubblici, ma se dovessero andare a scavare, io credo
che il 50-60 per cento degli italiani abbia commesso reati di questo tipo, cioe' si e' arricchita indebitamente.
Le regole che pensavamo fossero alla base del vivere civile sono saltate, per ricostituirle
ci vorra' probabilmente un periodo molto lungo. E con la nuova crisi economica
rispuntera' la poverta' e attraverso la poverta' forse si riscopriranno i valori della solidarieta'.
Sara' possibile?
Probabilmente no, perche' non arriveremo cosi' in fondo da poter ricostituire
il tessuto sociale su valori convincenti.
Pero' bisogna riconoscere che quello che ha fatto un giudice in un anno non e' stato ottenuto
con decenni di opposizione politica e questo rida' fiducia a un potere dello stato.
Il problema e' che questo mutamento non e' venuto da un largo movimento di massa
ma da un potere dello stato. I giudici sono semplicemente delegati
a usare questo potere deterrente che non ricostituisce la morale.
Il giudice e' un tecnico pagato dallo stato che applica il codice, fatto dai vertici dello stato,
per comminare una pena. Il compito della sinistra dovrebbe essere
quello di ricostruire una morale. (...)..................."